SERVIZI
- area formazione
post-universitaria e aggiornamento professionale)
L’associazione realizza i corsi in proprio o in partenariato con altri soggetti (pubblici o privati) o per conto terzi. I corsi, erogati in presenza, e-learning o modalità mista, possono essere finanziati e/o cofinanziati da enti pubblici o privati, italiani, UE o extra UE.
OBIETTVI
I programmi formativi, sviluppati da EXIT APS, sono concepiti per fornire a operatori e dirigenti delle principali istituzioni pubbliche e del Terzo Settore, strumenti analitici, metodologici e operativi per l’individuazione precoce di possibili segnali di radicalizzazione e per la realizzazione di attività di disimpegno dall’estremismo violento.
DESTINATARI
I programmi sono indirizzati a professionisti a contatto, diretto o indiretto, con
popolazioni vulnerabili e con ruoli chiave nella sicurezza, giustizia, istruzione e
inclusione sociale:
- Educazione e formazione: dirigenti scolastici, docenti (tutti gli ordini), educatori.
- Servizi sociali e socio-educativi: assistenti sociali, pedagogisti, operatori sociali del Terzo Settore, mediatori culturali e linguistici.
- Sanità: psicologi, psicoterapeuti, psichiatri, medici di medicina generale e
specialistica, professionisti sanitari. - Giustizia: giudici togati requirenti e giudicanti, giudici onorari, avvocati, tutori di Minori Stranieri Non Accompagnati (MSNA), personale amministrativo degli uffici giudiziari.
- Sicurezza: forze dell’ordine, personale dell’amministrazione penitenziaria.
Altre pubbliche amministrazioni: funzionari degli Uffici Territoriali di Governo e degli enti locali.
METODOLOGIA DIDATTICA
La formazione può essere erogata in presenza o online in modalità sincrona e si avvale di materiali aggiornati, buone pratiche riconosciute a livello nazionale e internazionale e strumenti operativi trasferibili nei contesti di lavoro.
I percorsi formativi adottano una metodologia attiva, multidisciplinare e orientata all’applicazione pratica, progettata per garantire l’apprendimento di competenze nei diversi contesti professionali coinvolti.
- area consulenza
Consulenza specialistica su radicalizzazione e gruppi psicologicamente abusanti
OBIETTIVI
Supportare professionisti e realtà educative nella presa in carico di adolescenti e giovani ed adulti vulnerabili, a rischio o già coinvolti, in gruppi estremisti, violenti o coercitivi, potenziando competenze operative e strategie di intervento.
DESTINATARI
- Educatori e operatori di comunità
- Servizi sociali e tutela minori
- Insegnanti, dirigenti scolastici e referenti bullismo
- Psicologi e psicoterapeuti
- Forze dell’ordine e polizia locale
- Centri giovanili, associazioni del territorio
- Enti pubblici e terzo settore
PROGRAMMA
L’associazione offre un servizio di consulenza specialistica rivolto a professionisti e realtà che operano con adolescenti, giovani e adulti vulnerabili esposti al rischio di coinvolgimento in gruppi estremisti violenti o psicologicamente abusanti. L’obiettivo è quello di sostenere scuole, servizi sociali, comunità educative, psicologi, operatori di strada e organizzazioni del territorio ad intercettare i segnali di rischio, gestire tempestivamente situazioni critiche e impostare interventi che riducano l’escalation in percorsi violenti e/o la recidiva.
La consulenza aiuta a riconoscere cambiamenti comportamentali, isolamento, lealtà forzata verso un gruppo o un leader, linguaggi rigidi e forme di reclutamento più o meno esplicite.
I professionisti vengono supportati nella definizione di obiettivi educativi realistici, nella costruzione di protocolli condivisi e nella creazione di reti territoriali capaci di offrire alternative sociali e relazionali sane. La consulenza affronta sia gli aspetti psicologici e relazionali del fenomeno, sia quelli organizzativi: dalla comunicazione non giudicante alla prevenzione del “contagio” ideologico nei servizi, dall’engagement alla gestione delle crisi, fino alla pianificazione di percorsi di reinserimento scolastico, lavorativo e comunitario.
Gli interventi possono essere individuali o rivolti all’intera équipe, in presenza o online, in forma continuativa o come supporto d’urgenza. L’approccio è evidence-based, non ideologico e rispettoso dell’autonomia professionale dei servizi coinvolti. Ciò consente di costruire risposte più sicure, meno conflittuali e maggiormente coordinate, riducendo la probabilità di recidiva e rafforzando la capacità delle istituzioni di proteggere i soggetti vulnerabili e le comunità in cui vivono.
ARTICOLAZIONE DEL PERCORSO
La consulenza si articola in più fasi successive, pensate per offrire ai professionisti un supporto chiaro, strutturato e facilmente applicabile. L’intervento inizia con la richiesta di attivazione da parte del servizio o dell’équipe, durante la quale vengono definiti gli obiettivi principali e raccolte le informazioni utili alla presa in carico. Segue una fase di analisi del caso, che comprende colloqui con gli operatori e la ricostruzione delle dinamiche relazionali, familiari e di gruppo, con particolare attenzione ai fattori di rischio e di protezione presenti.
Sulla base di questa valutazione viene costruito un piano di intervento personalizzato, con obiettivi misurabili, strategie comunicative ed educative adeguate, procedure per la gestione delle resistenze e un eventuale protocollo di sicurezza nei casi più delicati. Il lavoro prosegue con incontri periodici di consulenza o supervisione, formazione sulle dinamiche manipolative e sui processi di radicalizzazione, monitoraggio dell’evoluzione del caso e supporto nelle situazioni critiche.
La conclusione del percorso prevede una valutazione dei risultati ottenuti, L’esito può portare alla chiusura della consulenza, se gli obiettivi sono stati raggiunti, oppure una prosecuzione programmata quando sono necessari ulteriori passi per consolidare i miglioramenti.
SPORTELLI
RETE DI SOSTEGNO PER LE DIPENDENZE PSICOLOGICHE NEI GRUPPI
SPORTELLO DI ASCOLTO
CONSULENZA
- area degli interventi
Percorsi di Disimpegno e Reintegrazione per adolescenti, giovani e adulti vulnerabili coinvolti in gruppi estremisti violenti o psicologicamente abusanti
DESTINATARI
- Adolescenti e giovani adulti che hanno avuto un coinvolgimento totale o parziale in gruppi estremisti, violenti, criminali o psicologicamente coercitivi
- Famiglie e caregiver
- Equipe educative, comunità, scuole e servizi coinvolti nel caso
DURATA DEL PERCORSO
Da 3 a 12 mesi, con possibilità di proroga e follow-up fino a 6 mesi.
OBIETTIVI
L’associazione realizza percorsi di disimpegno e reintegrazione rivolti a minori, giovani e adulti vulnerabili che hanno avuto contatti o coinvolgimenti con gruppi estremisti violenti o psicologicamente abusanti. Si tratta di interventi individuali costruiti sulla storia, sui bisogni e sulle potenzialità della singola persona, attraverso un lavoro che unisce sostegno educativo, formazione psico-sociale e accompagnamento alla vita reale. Il primo passo consiste in una valutazione approfondita del livello di coinvolgimento, delle vulnerabilità e delle risorse presenti, così da poter definire obiettivi concreti e realistici. Il percorso mira a restituire autonomia decisionale, pensiero critico e libertà psicologica, aiutando la persona a riconoscere le dinamiche di manipolazione, ricatto emotivo e isolamento che caratterizzano i contesti coercitivi.
La reintegrazione non avviene solo sul piano cognitivo, ma anche su quello relazionale e sociale: ricostruire legami familiari, attivare reti positive, formarsi professionalmente o inserirsi nel mondo del lavoro rappresentano passaggi essenziali per tornare a una vita autonoma e non dipendente dal gruppo. L’intervento coinvolge, quando possibile, la famiglia o figure adulte di riferimento, supportandole nel comprendere ciò che la persona ha vissuto e nel favorire un clima non giudicante ma saldo e protettivo.
Il programma si svolge in collaborazione con scuole, comunità educative, servizi sociali, enti pubblici e realtà del territorio, così da garantire continuità e un reale cambiamento nel tempo. Ogni percorso può includere anche un periodo di follow-up, per consolidare i risultati raggiunti e prevenire il rischio di ricaduta. L’obiettivo finale non è soltanto allontanare la persona dal gruppo, ma accompagnarla verso una nuova appartenenza sociale, affettiva e identitaria fondata sulla libertà, sulla responsabilità e sulla possibilità di progettare il futuro.
PROGRAMMA
Il percorso di intervento si sviluppa attraverso fasi chiare ma flessibili, adattate a ogni persona. Si parte da un incontro di accoglienza e da una valutazione approfondita che permette di comprendere la storia individuale, il grado di coinvolgimento nel gruppo e i bisogni educativi, psicologici e sociali. A partire da questa analisi viene costruito un progetto personalizzato che definisce obiettivi realistici, tempi, modalità di lavoro e strumenti da utilizzare.
La fase centrale del percorso è il lavoro individuale: un cammino graduale che aiuta a riconoscere le dinamiche manipolative vissute, recuperare pensiero critico e autonomia, gestire emozioni intense e ricostruire un’identità libera da pressioni e dipendenze. Parallelamente, quando possibile, si coinvolgono la famiglia o figure significative, per favorire un ambiente relazionale stabile, protettivo e non giudicante.
Man mano che la persona riconquista fiducia e competenze sociali, viene accompagnata nel reinserimento nella vita quotidiana: scuola, formazione, lavoro, attività sportive, relazioni sane e reti positive. Il percorso si conclude con una verifica dei risultati raggiunti e, se necessario, con un follow-up per consolidare i cambiamenti e prevenire possibili ricadute.
PERCORSI LABORATORIALI
All’interno dei programmi di prevenzione e disimpegno, l’associazione propone anche percorsi laboratoriali strutturati, pensati per tradurre nella pratica le competenze emotive, relazionali e decisionali che i partecipanti stanno acquisendo. I laboratori offrono un contesto protetto e non giudicante, in cui sperimentare nuove forme di socialità, uscire dall’isolamento, riconoscere le proprie risorse e allenare capacità utili alla vita reale. Gli incontri vengono progettati in base all’età, alle vulnerabilità e alle esigenze del gruppo, e possono includere attività espressive, dialogiche, cooperative o orientate alla risoluzione dei conflitti.
Attraverso esercitazioni pratiche, giochi di ruolo, simulazioni e lavoro di gruppo, i partecipanti imparano a riconoscere la pressione del gruppo, a gestire emozioni intense e a rispondere ai conflitti senza ricorrere alla violenza o alla sottomissione. I laboratori dedicano spazio anche alla comunicazione assertiva, all’empatia, al pensiero critico, alla gestione degli stereotipi e alle tecniche di problem solving sociale. Ogni attività è finalizzata a rafforzare competenze prosociali che possano diventare alternative concrete al linguaggio rigido, polarizzante o intimidatorio tipico dei contesti radicalizzati o manipolativi.
I percorsi laboratoriali vengono generalmente realizzati in collaborazione con gli ambiti socio-assistenziali, scuole, comunità, associazioni culturali, realtà sportive e volontariato, così da creare opportunità di reintegrazione e legami positivi sul territorio. Il laboratorio non è solo un momento formativo, ma un’occasione per costruire appartenenza sana, sperimentare il successo in un contesto nuovo e recuperare fiducia nelle proprie capacità.
